Il tricolore ammainato da tutti gli edifici dell’Aquila è solo il primo passo. Se entro due settimane non arriveranno i fondi per la ricostruzione il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente si dimetterà, restituendo la fascia di primo cittadino al Capo dello Stato.
La promessa, non certo una minaccia, arriva proprio dal primo cittadino, che accusa le istituzioni di non aver mantenuto fede alle promesse fatte all’indomani del terribile sisma e di essersi disinteressati della sorte della città, che con 205 morti su 308 vittime pagò un prezzo spaventoso in vite umane.
“Siamo stufi di andare col cappello in mano a pietire i nostri diritti – ha detto Cialente-. “Se entro 15 giorni non arriveranno i fondi per la ricostruzione attesi da dicembre me ne andrò. All’Aquila vengano Napolitano, Letta e sottosegretari a parlare con la gente, noi non ce la facciamo più”. “Vogliamo sapere se L’Aquila è concretamente una questione nazionale. In città c’é un clima di rabbia e disperazione che il prefetto e il questore, cioé la rappresentanza dello Stato nel nostro territorio, non hanno assolutamente capito”.
Proprio in relazione allo stato d’animo dei cittadini, Cialente ha denunciato di aver recentemente subito un’aggressione


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