Una storia di ordinaria follia, che ha origini lontane. Da quel giorno, con tutta probabilità, in cui Luigi Preiti ha fatto un piccolo ma importante passo verso la rovina. Dalla schedina delle domenica è passato a giocare forte: slot machine e videopoker, tanto per cominciare. E poi via, con i sogni che si grattano e che durano il tempo di spazzare via dal biglietto la copertura argentata, promessa mai esaudita di una vita migliore.
Si vince sempre, siori e siore, nella grande lotteria dello Stato. Idrovora assetata di soldi lo Stato non guarda in faccia nessuno pur di fare cassetto: scendono i comsumi? Si incassano meno soldi con le sigarette? Non importa, c’è sempre un nuovo giochino da sbattere nei bar, qualche bella sala attrezzata come un piccolo casinò, poco da invidiare (per chi non c’è mai stato), con Venezia.
I numeri parlano chiaro: Fra slot machine, poker on line o gratta e vinci gli italiani si sono giocati a testa nel 2012 un stipendio medio: 1.457 euro. Nei primi dieci mesi dell’anno scorso hanno infatti speso per tutti i giochi d’azzardo 70,2 miliardi di euro, con un
incremento rispetto al 2011 del 13%. “Redattore sociale” e “Terre di mezzo” hanno rielaborato i dati pubblicati dai Monopoli di Stato il 2 gennaio (che considerano nelle loro elaborazioni anche i minorenni), stilando la classifica delle regioni in cui si scommette di più sulla dea bendata: la capolista è la Lombardia con 13 miliardi di euro, seguita da Lazio (8,1 miliardi), Campania (6,9), Emilia Romagna (5,6) e Veneto (4,9). Ma va poi all’Abruzzo il primato per la spesa pro capite: 1.512 euro, mentre sono i lucani quelli a farsi tentare di meno dal gioco, con “solo” 891 euro a testa. Sono ancora le slot machine e le video lottery le preferite dagli italiani: nel 2012 ci hanno puntato 38,4 miliardi di euro, quattro in più rispetto al 2011. Seguono i nuovi giochi on line, con 10,5 miliardi, quasi sette miliardi in più rispetto all’anno precedente.
Avanti signori, quindi. Rien ne va plus. Lo Stato non può aspettare

No responses yet