Milo Infante

blog personale

Il fatto del giorno

Benvenuti in Italia Dove per 10 mila euro una banca ti vende la casa e ti spinge al suicidio

Un gesto disperato, folle, come solo i disperati possono fare. E così un muratore di 62 anni, sposato con due figlie, per salvare la propria casa dall’ufficiale giudiziario e dalla banca che gliela aveva messa all’asta per un debito di 10mila uro, si è dato fuoco, ferendo gravemente oltre alla moglie anche due agenti di polizia presenti allo sfratto.

Accade a Vittoria, nel ragusano, dove Giovanni Guariscio si era indebitato con la banca nel 2001 e non era riuscito a far fronte al debito e agli interessi maturati perché disoccupato, al pari delle moglie anche lei di 62 anni e delle due figlie di 28 e 32 anni. La casa è stata quindi messa all’asta l’anno scorso e acquistata da un privato per 26 mila euro.

Guariscio avrebbe chiesto al nuovo proprietario di poter rimanere nell’abitazione dove viveva, pagando un affitto. Ma l’accordo non sarebbe stato raggiunto e oggi l’ufficiale giudiziario si è presentato con l’ordine di sfratto accompagnato dalla forza pubblica.

Vistosi ormai perduto Guariscio si è cosparso di benzina dandosi fuoco (ha ustioni sul 60% del corpo) e ferendo le persone accanto a lui, in maniera grave la moglie e uno dei due poliziotti, mentre le figlie se la caveranno in pochi  giorni.

Giovanni Guarascio e un poliziotto sono stati trasferiti con un elicottero del 118 dall’ospedale Guzzardi di Vittoria al centro Grandi ustionati del Cannizzaro di Catania

l'analisi

Ma che Paese è quello in cui una banca per un debito di poche migliaia di euro ti porta via la casa e ti spinge al suicidio? Per avere la risposta a questa domanda dovete prima risponderne ad un’altra. Avete presente le banche? Quei luoghi dotati di casseforti dove la gente depositava i propri risparmi e che di tanto in tanto venivano rapinate da individui di solito armati e molto spesso pericolosi? Ebbene da qualche tempo hanno capito che tra rapinare ed essere rapinati, è sicuramente meglio la prima. Ecco quindi che in pochi anni si sono evolute seguendo un principio molto semplice: hai bisogno di soldi in prestito? Non c’è problema, te ne prestiamo quanti ne vuoi. Basta solo che qualcuno garantisca per te un importo pari o superiore. Quanto al tasso di interesse, stai tranquillo: quando sei tu a darli noi ti riconosciamo un sontuoso 0,75 lordo. Nel caso contrario ci accontentiamo del 8/10%, giusto per rientrare delle spese e del disturbo. Davvero un bell’affare. Per non parlare poi di quando le speculazioni e i ladrocini mettono a rischio la loro sopravvivenza: per le banche l’Europa (dei banchieri, per l’appunto) è subito pronta a mettere mano al portafogli (nostro, peraltro) e ripianare i debiti e le sofferenze prestando soldi freschi a tassi ridicoli, con la semplice raccomandazione di usare quel fiume di denaro per aiutare i risparmiatori e gli imprenditori che dovessero necessitare di un po’ di respiro. Le banche ringraziano, promettono e poi se ne fregano allegramente. Scenario diverso, ovviamente, quando è un povero cristo che deve dei soldi ad una banca, come nel caso del muratore disoccupato di Vittoria. In simili circostanze l’Europa dei banchieri e l’Italia dei processi Ruby non trova certo il tempo di intervenire. E lascia il malcapitato di turno nelle mani del solerte funzionario della solita banca amica/differentedallealtre,facilecomerespirare/nataintornoate…. Che ti vende l’unica cosa che ti è rimasta, la casa, all’asta per un pugno di spiccioli. Diecimila euro il debito (accumulato negli anni, vorrei tanto sapere con che tasso di interesse, ventiseimila euro il valore battuto all’asta, un vero affare per chi se l’è aggiudicata alla faccia del povero muratore. La risposta alla domanda iniziale, è semplice. Il Paese di cui stiamo raccontando le miserie è l’Italia. Perdonatemi se vi rivolgo però un ultimo interrogativo: perché mai in un Paese dove spesso il più tutelato è il più debole e non il più forte, nessuno ha mai pensato di introdurre uno strumento tutto sommato di non difficile attuazione. Penso ad unna sorta di prestito garantito d’onore rivolto almeno a quelle famiglie (ed è il caso di Vittoria, dove padre, madre e le due figlie sono disoccupati) in cui l’unica strada per sfuggire ai debiti è vincere al totocalcio. Oppure, proprio come nel caso di Vittoria, cercare la morte

3 commenti

  1. mon - martedì, 14 maggio 2013, 07:57 pm

    io le farei fallire tutte!!!!!!!!!!!!!!

  2. Celeste Bari - martedì, 14 maggio 2013, 08:46 pm

    E… che devo dire, sono così attonita e frastornata che non ho parole. Chi sa come risolvere ed è preposto a queste problematiche, si dovrebbe veramente impegnare a fare di tutto affinché le banche usino metodi alternativi al recupero dei crediti, cioè maggiore elasticità.. non so !!?? sono vicina a queste povere persone e alle miserie umane.
    Celeste Bari

    1. Milo - martedì, 14 maggio 2013, 08:53 pm

      Le immagini che le televisioni hanno trasmesso, della casa venduta all’asta, parlano come spesso accade da sole. Immagini di povertà, di miseria, di grande dignità di chi cerca di sopravvivere alle difficoltà della vita. Poi arriva una banca che ti ruba tutto, il tuo passato ma soprattutto il tuo futuro…

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