Milo Infante

blog personale

Il fatto del giorno

Il giudice lo libera Massacra l’ex e uccide il nuovo compagno

Il copione è sempre lo stesso. Lui, violento e con precedenti, lei sola e con una bimba di 2 anni a cui pensare. Lui la perseguita, la minaccia pubblicamente di morte, lei si ribella e cerca aiuto: arriva anche una condanna per stalking che dovrebbe imporre a lui di starle lontano. Ma non serve a nulla perché lui, Imed Hqmdi, 37 tunisino, delle sentenze dei giudici se ne  frega e un bel giorno, grazie al fatto che trova un bravo giudice che lo rimette in libertà con il solo obbligo di firma,  decide di massacrare la sua ex, Veronica Franceschi di 30 anni e madre di una bimba di 2, con decine di coltellate. Lei si salva per miracolo, lui, finalmente,  finisce in carcere, ma le sorprese (ovviamente brutte) non finiscono qui. Già perché gli investigatori, che a questo punto della storia sono davvero scatenati, scoprono a distanza di tre mesi dall’aggressione della donna, il cadavere del suo compagno, un trentenne anche lui tunisino scomparso per l’appunto lo stesso giorno dell’aggressione di Veronica. Nascosto in un deposito dell’azienda di trasporti il corpo presenta ferite compatibili con il coltello che Imed Hqmdi ha usato sulla sua ex: ecco quindi scattare per lui anche l’accusa di omicidio.24927609

Nelle parole della mamma di Veronica tutta la rabbia di chi ha assistito, impotente, al calvario della propria figlia, impossibilitata ad intervenire e alle prese con una giustizia, lenta e farraginosa, che trova la sua sublimazione nel tutelare Caino anziché Abele, nel proteggere i diritti (?) di chi è violento e pericoloso anziché quelli delle loro vittime.

“Da tempo aveva giurato di ucciderla e adesso c’è quasi riuscito quella carogna – ha raccontato la madre di Veronica, la signora Daniela Politi – “aveva persino minacciato la figlioletta. Un giorno le aveva detto che se non tornava con lui avrebbe ucciso la piccola. Eravamo riusciti a farlo arrestare per stalking ma poi l’hanno rimesso in libertà”.

Giusto il tempo per consentirgli di aggredire Veronica e, il condizionale è d’obbligo, uccidere il suo attuale compagno.

2 commenti

  1. Francesca - giovedì, 20 giugno 2013, 12:33 pm

    Leggendo queste, frequenti, notizie, mi chiedo sempre se la persona perseguitata fosse un giudice o una sua figlia, quale sarebbe la sentenza.

  2. Lilli Ascoli - giovedì, 20 giugno 2013, 01:22 pm

    Proteggersi dalla follia diventa sempre più arduo
    La Giustizia sta prendendo a cuor leggero la Situazione
    Rimanendo “Apatica” non prevedendo gli Eventi con Determinazione
    Il Pericolo costante incombe Rendendoci sempre più consapevoli che solo “Autodifendendoci” si possa ottenere Giustizia
    Dio non Voglia che si Arrivi a Diventare “Giustizieri Della Notte”
    Donne a Noi prima di Dare Confidenza…guardare non con gli occhi “dell’amore”…che ci Fanno vedere doppio e quadruplo ma rendendoci conto che certi comportamenti non Cambiano ma Quintuplicano gli Orrori… ai Giudici e agli avvocati difensori di criminali… dico ci vuole il coraggio perché il peso rimarrà sulla Coscienza come “Complicità” di un Delitto

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