Milo Infante

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Il fatto del giorno

Il ministro Kyenge “espelle” la Bossi Fini “Subito lo ius soli”

Abolire il reato di immigrazione clandestina e introdurre lo “ius soli”. Non perde tempo, il primo ministro di colore (pardon, nero come ha precisato di voler essere chiamata) della storia d’Italia e nel suo mirino, neanche a dirlo, c’è la Bossi Fini. “E’ la società che lo chiede, il Paese sta cambiando”.

Un Paese che, secondo il ministro Kyenge, deve diventare più tollerante e accogliente nei confronti degli immigrati che ogni anno entrano illegalmente nel nostro territorio.  Cominciando proprio dall’introduzione appunto dello “ius soli”, ossia il diritto di chi nasce in  Italia ad essere cittadino Italiano. Una vera e propria rivoluzione, se si pensa che solo Francia e Stati Uniti hanno adottato questo provvedimento, mentre negli altri Paesi continua ad restare in vigore, anche se in maniera meno rigida che in Italia, lo ius sanguinis.

In vista poi degli sbarchi sulle coste italiane che con il bel tempo prevedibilmente riprenderanno, Kyenge afferma che «occorre rivedere la struttura dei Centri di identificazione ed espulsione e lo stato di emergenza». Bisogna, spiega, «guardare alla direttiva europea che l’Italia ha ratificato in modo sbagliato» anche riguardo alla permanenza di 18 mesi «che devono essere una extrema ratio». «La direttiva non chiede all’Italia di mettere nei Cie persone malate, fragili, minori, ma solo persone pericolose o criminali»

Non occorre essere degli statisti per immaginare che se la Bossi Fini dovesse davvero essere abrogata, lo “ius soli” introdotto e i Centro di identificazione ed espulsione di fatto smantellati il nostro Paese diventerebbe la destinazione preferita dei migranti. L’entità della portata di questa inevitabile ondata di immigrazione dipenderà ovviamente da alcuni aspetti fondamentali che il ministro dovrà chiarire. Si pensi, solo per fare un esempio, ad un caso che potrebbe divenire molto più comune di quanto non si pensi: marito e moglie incinta, prossima al parto, che sbarca a Lampedusa. Partorito il bimbo, quest’ultimo avrà di diritto la cittadinanza italiana. E i genitori? Potranno mai essere espulsi? Si può altresì ipotizzare uno ius soli ad esclusivo beneficio di chi nasce in Italia da genitori immigrati regolarmente e quindi in possesso di permesso di soggiorno? Teniamo presente che, come risulta dal sito del Ministero dell’ Interno Per i paesi che applicano lo ius soli è cittadino originario chi nasce sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori.

barcone+lampedusa

La situazione non è semplice: in America, dove è da sempre riconosciuto, da anni ormai i gruppi criminali che gestiscono la tratta dei clandestini si sono specializzati nel condurre famiglie con donne incinta sul territorio americano, arrivando persino alla pianificazione dei viaggi in base alla data prevista del parto. E si è persino passati dai matrimoni finti alle famiglie di convenienza, con appunto gravidanze di comodo, il tutto per ottenere la tanto ambita cittadinanza.

Esagerazioni e ricostruzioni fantasiose? Forse. La storia, almeno per quanto ci riguarda, insegna che presto coglieremo i primi segnali di queste dichiarazioni, e gli effetti cominceranno  a sentirsi soprattutto sulle nostre coste. Facile infatti presagire un aumento degli sbarchi dopo che si sarà diffuso l’eco delle dichiarazioni del ministro nei Paesi ove il fenomeno dell’emigrazione è più diffuso.

Molti, inevitabilmente, gli aspetti che il ministro dovrà chiarire. Sulla forma, però, non ha dubbi e dovrebbe essere quella del ddl, pronto già nelle prossime settimane, ammesso di riuscire a superare le barricate che il Pdl ha già cominciato ad ergere.

Fatto questo, mancherebbe solo, a questo punto, di identificare un testimonial per questo cambiamento epocale. Detto fatto, ecco Mario Balotelli, star del calcio italiano in maglia milanista,  che si è subito detto disponibile. Chissà cosa ne pensa il suo presidente, Silvio Berlusconi…

l'analisi

Ma ve la immaginate la faccia di Silvio Berlusconi mentre osserva il suo Balo, magari con maglia rossonera, fare da testimone per il ministro Kyenge? E ancora Roberto Maroni spiegare agli amici della Bèrghem Fest che l'alleanza con il Pdl ha portato alla nascita un governo che ha (magari) sì abolito l'Imu, ma anche la Bossi Fini, spazzando via in un paio di settimane anni di battaglie e compromessi e con essi il reato di clandestinità tanto caro ai barbari sognanti. E ancora, Gasparri e Borghezio, Cicchitto e La Russa fare il giro delle trasmissioni tv, da Vespa alla Durso, a parlare del “Ministero Per L’Integrazione”, facendo la faccia del “ma chi lo avrebbe mai detto”, “non ce lo saremmo mai aspettati”, un vero e proprio fulmine a ciel sereno”,” carpita la nostra buona fede, pensavamo che Integrazione si riferisse agli Italiani all’estero”. Ad essere cattivi, verrebbe voglia di fare il tifo per il ministro Kyenge solo per assistere a queste scene. Ma la posta in gioco è troppo alta per liquidare il tutto con una battuta. La sensazione è che, ancora una volta, la politica stia facendo i conti senza l'oste, stia dando spazio a interessi personali e a personalismi, siano pure nobili e meritevoli, senza considerare la realtà che stiamo vivendo. Dietro l’angolo, ovviamente, non c’è solo il pericolo di veder moltiplicare gli sbarchi, ma la stessa sopravvivenza del Governo con il disastro che conseguirebbe ad una caduta. E persino la nascita, o il rafforzarsi, di un sentimento di ostilità nei confronti degli stranieri. I lati positivi dell’abrogazione della Bossi Fini sono talmente evidenti da non meritare di soffermarsi a lungo: dal punto di vista puramente umanitario per i migranti sarebbe una vera e propria rivoluzione. Maggior tutela al loro arrivo (inutile nascondere che i Centri di identificazione ed espulsione spesso si rivelano veri e propri luoghi di prigionia dove non di rado gruppi criminali dettano legge) cittadinanza a chi nasce sull’italico suolo, niente più reato di immigrazione clandestina. Quelli negativi non sono però meno numerosi. Innanzitutto occorre tenere in considerazione il momento che stiamo vivendo, e che passerà alla storia come uno di quelli più difficili a causa della crisi e la mancanza di lavoro. Agli italiani non mancano più solo le case e i posti negli asili nido (a Roma solo 1 su 2 trova posto, tanto per fare un esempio) ma anche il lavoro. E il futuro non è, come sappiamo, dei più rosei, ci sono i suicidi ormai quotidiani a ricordarcelo. Più immigrati nel nostro Paese e con pari diritti degli italiani potrebbero finire con l’essere considerati come non più una risorsa ma una continua sottrazione. Affrontare una nuova ondata di sbarchi, migliaia di migranti che si riversano sulle nostre coste, avrebbe di certo un effetto negativo sui nostri conti pubblici (ogni anno per questa emergenza spendiamo circa mezzo miliardo di euro) e devastante sull’opinione pubblica, con la minaccia xenofoba sempre in agguato. Senza contare che, soprattutto lo “ius soli”, almeno se si osserva quanto è accaduto negli Stati Uniti dove è in vigore, potrebbe convincere un numero sempre crescente di donne incinta ad affrontare i pericoli spaventosi delle traversate, nella speranza (attenzione, vera o presunta) di poter dare alla luce il proprio bimbo in Italia e fargli ottenere quindi immediatamente la cittadinanza. Magari estendendola a tutta la famiglia, impensabile da separare. Come se non bastasse, inoltre, qualunque sia la decisione che questo governo prenderà, sappiamo che non possiamo contare sull’Europa, che ha già dimostrato in precedenza di fregarsene altamente di questo tipo di emergenze. Soli, con lo ius soli.

4 commenti

  1. cettina - lunedì, 6 maggio 2013, 11:05 am

    da siciliana sono un po perplessa visto l’aumento degli sbarchi di clandestini adesso che verrà il bel tempo aumenterà ………e noi siciliani cosa faremo ? si può proporre alla regione siciliana di diventare la prima regione del nord dell’africa

  2. ave - lunedì, 6 maggio 2013, 12:20 pm

    Spesso mi viene da chiedermi se da un pò di tempo i politici non vogliano semplicemente provocarci, con le loro trovate. E’ asurdo, ma l’impressione è quella.

  3. serena - lunedì, 6 maggio 2013, 02:38 pm

    allibita a dir poco … ma che “ius soli”… che il Ministro Nero con il suo lauto stipelndio da operiao ospiti a casa sua tutti i niovi nati !!!!

  4. francesca - lunedì, 6 maggio 2013, 07:17 pm

    Non condivido, i cittadini della Sicilia avranno sbarchi di donne incinte continuamente, siamo un paese allo sbando, dove chi dovrebbe governare x farci uscire dalla crisi fa l’esatto contrario x tutelare i propri intaressi. Il ministro ha pensato che gli sciacalli che organizzano dietro lauto compenso i viaggi della speranza diventeranno i nuovi ricchi, e quei poveretti che resteranno senza niente x pagare il viaggio come vivranno in Italia senza soldi senza casa ma soprattutto senza la possibilità di trovarsi un lavoro? Penso che il ministro dovrebbe fare un giro x l’ Italia di adesso, dove la maggioranza delle persone è senza lavoro i nostri figli senza futuro….se vuole fare delle opere di bene esca da Montecitorio e si guardi intorno, in questo momento italiani o extracomunitari non c’è differenza, prima sistemiamo qui e poi pensiamo ad ” altro”.

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