Milo Infante

blog personale

Il fatto del giorno

Inneggiano a Preiti Ecco l’Italia che non vogliamo

Corteo del Primo maggio a Torino. Il copione è quello già visto. Facce mascherate, per nascondersi, slogan e insulti per attaccare gli avversari. E dove non bastassero le parole, che pure feriscono più delle pietre, uova e vernice contro il resto del mondo. Si muovono in gruppo, gli antagonisti mascherati contro i militanti del Pd. La polizia si mette di mezzo, evita il peggio prendendosi la solita dose di insulti, sputi e uova. Il peggio è evitato. O forse no. Perché oltre alle parole anche le immagini possono ferire e umiliare. Ed ecco comparire uno striscione, vi campeggia la foto di Luigi Preiti, quello che ha quasi ammazzato un carabiniere, Giuseppe Giangrande, che forse non si muoverà mai più, ne ha ferito un altro e solo per un caso non ha ammazzato anche una donna incinta e un altro militare dell’Arma. “Il Primo Maggio è per voi”, scrivono gli antagonisti. “Quello di Preiti è il gesto di chi non ce la fa più”. Accanto a Preiti, le immagini di persone, quelle sì davvero disperate, che si sono tolte la vita a causa della crisi. Infamia che si aggiunge ad infamia, unire la foto di un assassino con quella dei martiri di questa crisi e umiliare chi ha avuto la vita rovinata mentre svolgeva il suo lavoro.

“Noi siamo al fianco di chi si ribella”, grida ai quattro venti  il leader di Askatasuna, centro sociale antagonista di Torino.

Già, che importa se chi si ribella è un assassino, e la sua vittima un lavoratore. Viva il Primo maggio.

 

l'analisi

Il mio pensiero, in questo momento, non può non essere rivolto al brigadiere Giuseppe Giangrande e a sua figlia Martina, al loro dolore e alla loro dignità così vigliaccamente insultati da un gruppo di mentecatti. L'Italia che non vogliamo. Ribelliamoci a questa barbarie

5 commenti

  1. Giacomo - mercoledì, 1 maggio 2013, 06:08 pm

    Io sono di sinistra… ma queste cose mi fanno solo arrabbiare..

    Che pena mi fanno. Per come la vedo io.. ci sono tanti ipocriti, in prima fila, a protestare per diritti che nemmeno conoscono… Scommetto che, tanti di questi ragazzi, possiedono una bella auto, scarpe alla moda e tablet ultimo modello… tutti regalati dai loro papà arricchiti non pagando le tasse dovute… e guai a toccare le loro ricchezze.

    Toccategli tutto… tranne i LORO diritti.

  2. Milo - mercoledì, 1 maggio 2013, 07:08 pm

    Sei di sinistra? Allora stai pure sereno. Quei menteccati di sicuro non lo sono. Gente che non costruisce nulla ma pensa solo a demolire. Spesso, hai ragione, figli di papà che la sera prendono la Bmw per andare nei locali

  3. tania - mercoledì, 1 maggio 2013, 07:28 pm

    Non si deve parlare di destra di sinistra di centro ecc….Queste persone , per educazione le chiamo cosi partecipano anche loro alla rovina del paese, e diro di piu non hanno nemmeno gli attributi per mostrare la faccia. Sono disgustata !

  4. Renato - mercoledì, 1 maggio 2013, 08:59 pm

    Premetto che io non ho una corrente Politica…non mi sento rappresentato da nessuno !!
    Però mi stupisco che solo adesso capite quali persone sono….!!! I centri sociali sono questo ,non ve ne siete mai accorti ??? In quante trasmissioni televisive sono stati portati ad esempio col detto “La cultura è di sinistra” !!!….sono sempre stati la frangia violenta della sinistra….l’unica frangia violenta in Italia….l’altra simile risale agli anni 30 ….io nel mio li ho sempre chiamati Fascisti….!! Come si possono definire persone che si arrocano il diritto di occupare Strutture private ???? e quando devastano negozi e vetrine ???…solo in Italia succede come succede che molti a sinistra dipingono come eroe quel pirla morto a Genova….e suo Padre ,invece di pagare i danni fatti anche da suo figlio ha pure il coraggio di parlare in TV !!! e vi stupite di questo Manifesto ??…ma è solo il proseguo di una logica !!!

  5. Bruno boschetti - giovedì, 2 maggio 2013, 03:08 pm

    La disperazione può portare gli esseri umani ad azioni particolarmente deprecabili
    Non so se questo sia il caso di Preiti, si sta ancora indagando. Quello che e’ certo e’ che non si può agire colpendo innocenti per rivendicare i propri diritti, altrimenti che cosa dovrebbero fare i milioni di disoccupati in cerca di lavoro. Sparare sulla folla? Cosa differente e’ trovare la forza di unirsi contro i soprusi di uno stato miope e sordo alle richieste di aiuto da parte dei cittadini. la lotta si deve fare a viso scoperto assumendosene le responsabilità, ma sempre nel rispetto della vita degli innocenti. Bruno

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