Milo Infante

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Ma quante sono in Italia le maestre che menano i bambini? Nel vibonese domiciliari per un’altra “kapò” Ai bimbi calci e pugni

Il copione si ripete: calci, pugni e spinte ai bimbi dell’asilo che, terrorizzati, avevano persino paura di raccontare ai propri genitori le violenze subìte. Un copione che si ripete anche per i provvedimenti richiesti dai giudici: arrestata ma niente galera ma arresti domiciliari.

L’ultima triste vicenda che vede protagonista una maestra d’asilo di 62 anni arriva da San Costantino Calabro, nel vibonese. La donna è stata arrestata e posta ai domiciliari dai carabinieri di Pizzo e della Compagnia di Vibo. I reati contestati sono quelli riconducibili al maltrattamento di minori: violenze riprese dalle videocamere fatte installare nella scuola dalla Procura vibonese che ha coordinato le indagin e che hanno mostrato senza dubbio le botte e le violenze alle quali i bambini erano sottoposti.

L’indagine è partita in seguito alla denuncia di un genitore che, dopo aver trovato il proprio bambino con delle escoriazioni sul braccio, è riuscito con molte difficoltà a farsi raccontare dal piccolo cosa era successo. Il quadro che è emerso è agghiacciante: botte, soprusi, violenze quotidiane. Ad incastrare la donna sono ad ogni modo state le telecamere installate dagli investigatori.

Sarebbero 14 i bimbi della scuola di San Costantino Calabro di età compresa fra i 5 ed i 6 anni, che secondo i carabinieri, supportati dalle videoriprese, sarebbero state vittime giornaliere sin dal febbraio scorso di maltrattamenti da parte della maestra Ines Romano, 63 anni, originaria di Mileto, ma residente a Filandari, finita agli arresti domiciliari su disposizione del gip di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli.  Secondo il giudice, la metodica adottata dall’insegnante, comprensiva oltre che di schiaffi, calci e spintoni, anche di lanci di piatti e bottiglie contro i bimbi, “rivela assenza di autocontrollo, scarsa tolleranza, pazienza ed incapacità di gestione della classe”, prediligendo invece il ricorso ad “immediate e sbrigative pratiche punitive del tutto desuete e bandite, oltre che sproporzionate ed immotivate nelle quali non e’ dato ravvisare alcuna finalità neanche latamente educativa”. Nel caso di specie, secondo il gip si sarebbe dunque in presenza di un “continuo, crescente e abituale ricorso alla violenza, fisica e psicologica” sui bimbi da parte della maestra le cui condotte per il gip denotano quindi una “cosciente adozione di un metodo educativo fondato sull’intimidazione, l’umiliazione e l’aggressività'”.

Già un anno fa, sempre nella stessa zona, due insegnanti di Cirò Marina furono con la stessa accusa.  E a luglio 2011 toccò a quattro maestre, punite in quel caso per maltrattamenti aggravati ai danni di un bambino disabile.

 

1 commento

  1. Marta Di Giacomo - giovedì, 30 maggio 2013, 07:33 pm

    IO non capisco perchè a chi commette certi reati, perchè di reato stiamo parlando, picchiare e maltrattare un minore è reato, vengano concessi gli arresti domiciliari. Se la giustizia italiana continua ad essere incompetente non saremo più in grado di difendere questi piccoli innocenti… VERGOGNA I BAMBINI NON SI TOCCANO

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