Milo Infante

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Il fatto del giorno

Orrore a Corigliano Calabro Fabiana, 16 anni accoltellata e bruciata viva dal suo fidanzatino

Che nel loro rapporto ci fosse molto di sbagliato lo pensavano tutti.  Entrambi figli di famiglie “per bene” di Corigliano Calabro, entrambi di sedici anni e  fidanzati da tempo: ma attenzione, niente a che vedere con un rapporto normale tra adolescenti. Gelosia e possessività erano gli elementi dominanti del loro rapporto. Lei, Fabiana, era già scappata da casa un anno fa. Lui, D.M. è conosciuto in paese  come “un bullo”, uno di quei ragazzi che spesso creano problemi. Con Fabiana si erano da poco rimessi insieme, dopo l’ennesimo litigio. L’ultima volta che sono stati visti insieme è stato venerdì, dopo la scuola, andarsene in motorino. Da quel momento Fabiana scompare nel nulla, mentre il suo fidanzatino ricompare con gravi ustioni sulle mani e sul volto: va a farsi medicare in ospedale, racconta di essersi ferito col motorino ma ai carabinieri ci vuole poco per capire che qualcosa non va. Lo mettono sotto torchio, D.M. prova a negare, poi racconta una prima verità e porta i carabinieri sul luogo dove ha accoltellato e bruciato la sua fidanzatina. La scena è raccapricciante, inutile descriverla. Ma per D.M. non è ancora il momento della confessione: prova a raccontare una storia che non sta in piedi. Sostiene che ad uccidere Fabiana sia stata la criminalità organizzata, una banda a cui lui aveva dato fastidio. Una versione che dura poco. Nella notte confessa di aver accoltellato e poi bruciato la sua fidanzatina dopo l’ennesima scenata di gelosia e viene arrestato per omicidio volontario: è assistito dal suo legale di fiducia, e in caserma ci sono anche i suoi genitori. Lo vedono uscire, scortato dai carabinieri, diretto all’Istituto minorile di Catanzaro.

Fuori dalla caserma, la rabbia della gente, degli amici di Fabiana. Il giorno dell’orrore il paese si divide tra quelli “che se lo aspettavano” e chi, incredulo, descrive i due ragazzi come una coppia “normale”.

Poco distante, i genitori di Fabiana: famiglie distrutte dal dolore. Che altro dire?

l'analisi

Fabiana e il suo assassino si conoscevano da tempo. Un fidanzamento da sempre contrastato, caratterizzato da continui scontro e scenate di gelosia. Bambini, da poco adolescenti, impegnati ad interpretare il peggior copione degli adulti, con tanto di scenate e violenze, culminate in un'ultima feroce litigata, al termine della quale D.M. ha accoltellato e bruciato Fabiana. Impossibile non chiedersi come sia possibile che dei ragazzini siano capaci di azioni così feroci, violente. Ma soprattutto di sviluppare così precocemente sentimenti perversi e distruttivi come la gelosia e la morbosità. Attenzione: chi è stato testimone dell'evolversi del loro rapporto racconta di tensioni spaventose, contrasti molto duri: niente a che vedere con le "scenate" di gelosia che spesso accompagnano i rapporti adolescenziali (e purtroppo non solo). Adulti (malati) in miniatura, verrebbe voglia di dire. Ragazzini che si comportano come i peggiori adulti, sotto gli occhi di chi, (la famiglia e la scuola in primis) di nulla si accorgono e di conseguenza nulla fanno. Eppure i segnali c'erano, eccome. Lui, D.M. viene descritto come un piccolo "bullo", un prepotente. Le, Fabiana, a 15 anni era scappata di casa e l'avevano ritrovata a Bologna. Un segnale, forse una richiesta di aiuto rimasto inascoltato. Resta il dolore delle due famiglia, definite "perbene" unite in una tragedia dove il destino di vittima e quello del carnefice finiscono con l'unirsi, purtroppo, per sempre. Da oggi un nuovo capitolo di "nera" andrà ad arricchire le discussioni di chi si interroga, perennemente, alla ricerca del perché di queste tragedie. E mentre noi ce lo chiediamo, purtroppo, altri fidanzati, compagni, amanti e mariti a dispetto di età e provenienza, maturano la convinzione che una donna sia un oggetto di proprietà, di cui ci si può disfare, magari bruciandolo, come si getta via un elettrodomestico che non ci serve più a dovere

2 commenti

  1. Angela - domenica, 26 maggio 2013, 11:47 am

    Forse di queste tragedie ora si parla troppo in tv e sui giornali, spesso le storie vengono “spettacolarizzate” …e questi ragazzini, definiti “bulli”, ne approfittano per imitare ed avere così il loro momento di gloria! Ma quanta cattiveria ci circonda? che futuro spetta ai nostri figli? e cosa possiamo fare noi per aiutarli davvero?

    1. Milo - domenica, 26 maggio 2013, 05:19 pm

      Cara Angela credo che la televisione questa volta non abbia colpe. Pensa che i cyber bulli scelgono you tube o i social network per avere una platea potenzialmente infinita per le loro bravate. Ma qui si va oltre. Questo ragazzino ha dimostrato (come altri prima di lui) una ferocia fuori dal comune. Ti assicuro che non è solo, è in buona compagnia. Quello che credo manchi ai nostri figli è un’educazione sentimentale che li aiuti a relazionarsi con gli altri. Occorre cominciare da piccoli, sin dalle elementari. Poi diventa tardi

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