Milo Infante

blog personale

Il fatto del giorno

Parliamo un po’ di noi (e della Rete) Censura o solo buonsenso?

Che la Rete sia diventata in questi anni un luogo ove tutto è permesso e lecito, soprattutto insultare il prossimo, non è certo una novità. Ma gli insulti e i fotomontaggi con cui il Presidente della Camera Laura Boldrini è stata presa di mira nei giorni scorsi hanno riacceso il dibattito. Anche perché la Presidente, potendo contare su mezzi diversi rispetto ad altri cittadini e dovendo tutelare il suo ruolo istituzionale, ha denunciato gli episodi e la Polizia Postale si è immediatamente attività. Per la cronaca il responsabile di uno dei fotomontaggi incriminati che raffigurava una falsa Boldrini in posa osè, tale Antonio Mattia, giornalista di Latina, è stato individuato e indagato a tempo di record.

Da più parti, in primis il Presidente del Senato Grasso, hanno quindi invocato leggi specifiche per il Web, “perché sulla Rete di commettono tanti reati”.

Immediata la reazione di Beppe Grillo che, temendo un’ondata di censura, ha ricordato che per il Web si possono utilizzare le leggi già esistenti.

La ragione, come spesso accade, è nel mezzo. Un po’ di tempo fa riflettevo con alcuni di voi sul linguaggio e i toni che spesso vengono usati sulla Rete, social network in primis. Mi stupivo di come persone dal cui profilo emergeva un quadro tutto sommato “normale” potessero trasformarsi in “belve feroci” pronte a scatenarsi in insulti di ogni tipo. Bella forza, potrebbe pensare qualcuno, per il Paese dove fino a qualche anno fa (e in parte ancora oggi) destra e sinistra si scontravano in piazza, alle parole si preferivano spranghe, catene  e pistole e spesso ci scappava il morto. Niente di strano dunque se divergenze politiche si “limitano” a provocare qualche “vaffa”.

Mica tanto. Già perché oggi per provocare reazioni spaventose a volte basta poco e non si devono toccare argomenti delicati come la crisi o le dimissioni di un Papa o lo scarso rendimento dell’Inter: basta un’opinione diversa su di un programma tv, un taglio di capelli considerato più “in” di altri, un commento ad una foto magari troppo personale per scatenare una vera e propria rissa. Provate poi a scrivere un post con un tablet o il telefonino e mancare un accento o un apostrofo: come proporre Er Monnezza alla presidenza dell’Accademia della Crusca.  Nella mia personalissima top five delle risse mediatiche sicuramente il primo posto se lo è guadagnato di diritto un blog di cucina dove ero capitato per la ricetta della cheesecake (ancora non conoscevo Cristina Bernascone e il suo Vanilla Bakery). Due (in apparenza) tranquille appassionate di dolci che si sono levate la pelle a insulti (in quell’occasione ho anche scoperto un paio di parolacce di cui non conoscevo l’esistenza) per il tipo di formaggio da utilizzare nell’impasto della ricetta originale.

Attenzione però a non limitarsi a constatare come il nostro Paese, come peraltro anche altri considerati spesso a torto “più civili”, si stia lentamente ma inesorabilmente imbarbarendo. Chiediamoci ancora una volta il perché di questa degenerazione dei rapporti, di questo modo di approcciarsi al prossimo preferendo l’insulto al dialogo. La Rete è lo specchio della società, e su questo non c’è dubbio.  E allora guardiamo gli esempi che ci vengono proposti quotidianamente. Partiamo dalla politica, che oggi è solo insulto, spesso personale e sovente indirizzata a creare odio e contrapposizione al di là di ogni valore. E ancora i  mass media, televisione in testa, dove spesso la volgarità viene spacciata per “spontaneità”, l’aggressività e l’arroganza  un modo per esporre il proprio pensiero. Dove i fighi sono quelli che, a colpi di insulti e luoghi comuni strappano applausi a scena aperta (per lo più finti e imposti dalla produzione) a discapito di chi parla e non urla, dialoga e non insulta. E così facendo finisce per il soccombere.  Persino argomenti tutto sommato leggeri scatenano una sorta di voglia primordiale di sangue e arena. Provate a leggere le critiche televisive di qualche “penna fine”: anche lì finirete col trovare insulti a volte feroci. Ricordo in particolare una “critica” rivolta a Carlo Conti, definito “un ragioniere della televisione” (ma da quando ragioniere è diventato un termine di paragone negativo?) “l’immagine del nulla, l’uomo senza qualità”. Senza qualità? Mah.

Dice Beppe Severgnini sul Corriere della Sera di oggi con riferimento al caso Boldrini. “Questa non è libertà: è sopraffazione. Impedire queste cose non è censura: è buon senso. Smettiamola di considerare il web come il luogo franco dove tutto è lecito: offendere, minacciare, ricattare, vomitare insulti. Lo abbiamo fatto con gli stadi di calcio, e abbiamo visto com’è finita”.

Vero, anche se, indubbiamente, lo è altrettanto il fatto che il rispetto delle leggi nel nostro Paese vale soprattutto (e a volte solo) quando è la Casta ad essere colpita. E il rispetto per le regole viene invocato a senso unico. Comincino quindi politici  (e non è certo il caso della Boldrini)  giornalisti e comunicatori a dare di sé un’immagine meno tracotante, volgare e arrogante. Chissà mai che non riescano  a fare scuola…

Riflettiamo, gente, riflettiamo.

7 commenti

  1. Lilli Ascoli Felici - sabato, 4 maggio 2013, 09:46 am

    A Parte i soliti “idioti” Dagli Scherzi Goliardici
    Penso che la Rete sia un Mezzo D’informazione Libero
    Che incute paura ai Poteri perché non “Gestibile”
    Che a sua volta si “adeguano” ad ampio spettro cercando di coinvolgere FB alla Lite Mirata
    Come fanno le Frange Estremiste allo Stadio
    Portare all’esasperazione
    I Giochetti di Denigrare i Personaggi Politici e Privati Scomodi per
    Confondere le Verità e da sempre l’arma dei Deboli
    Ora la Rete Smaschera e ci Riporta il Vero
    Per questo il Caos fa Comodo
    LILLI

    1. Milo - sabato, 4 maggio 2013, 10:01 am

      L’anonimato spesso rende coraggiosi anche i più pavidi…

  2. perlanima - sabato, 4 maggio 2013, 09:57 am

    Troppa carne al fuoco in questo articolo per riuscire a commentare : le offese sul web, l’imbarbarimento della comunicazione, i privilegi dei politici. Dividiamolo in 3 parti.

    1. Milo - sabato, 4 maggio 2013, 10:01 am

      Sicuro che non siano tutti collegati questi elementi?

  3. ave - sabato, 4 maggio 2013, 10:25 am

    ok, grazie : allora ci rifletto in questo senso

  4. Lilli Ascoli - sabato, 4 maggio 2013, 12:53 pm

    Certo che è Tutto conseguenziale
    Imbarbarimento della comunicazione
    Imbarbarimento Educativo da parte di chi dovrebbe essere d’esempio
    Pseudo Giornalisti D’assalto a Servizio del Padrone della Testata
    A Sua Volta Politicante Per Necessità Oggettive di Giustizia
    Si Sale e si Scende dal Carro dei Vincitori a Convenienza
    Personale e di Profitto
    La NON Giustizia che colpisce la Vittima e Favorisce il Colpevole
    Avvocati di Grido che pur di apparire in TV e vincere
    s’adattano a Cause di Provincia Forse Alterando il tutto
    Che Dire Poveri Noi NO! No! No!
    ben venga la Possibilità di Comunicare in Rete
    Con Tutte Le Sue incongruenze LILLI

    Chi ne ha più ne metta

  5. Monica - sabato, 4 maggio 2013, 02:40 pm

    Nulla da aggiungere, hai centrato perfettamente tutte le contraddizioni di quest’Italia…
    Se vuoi contare qualcosa (anche sui media) devi essere DIVERSO: una persona normale non può essere ascoltata, non dev’essere difesa, non ha diritto ad alcuna replica. Devi essere aggressivo, ineducato, volgare, fatuo, superficiale; meglio ancora se sei gay esibizionista, se sei un “EX” ergastolano (ossimoro naturalmente), se nella tua vita hai commesso reati che a noi poveri cristi costerebbero la galera e che invece, poichè sei diventato “famoso”, ti fruttano milioni e popolarità… Attenzione, quando parlo di gay in questo contesto mi riferisco a coloro che mettono in piazza ed esibiscono ostentatamente le loro più profonde intimitá con gesti volgari e sfacciati (in questo modo si ghettizzano da soli); un individuo “normale” NON LO FA.
    Non toccate però le caste: politici, magistrati e giornalisti-vip sono “invincibili”….
    Per ciò che riguarda il web, purtroppo poco c’è da fare: incontrollabile al 100%, di vastità incontenibile, raccolta varia d’ogni umanitá possibile: ciascuno faccia della sua coscienza…SPAM!

Lascia un commento

Ti preghiamo di mantenere i toni della discussione nei limiti di buona educazione e nitiquette