Milo Infante

blog personale

Il fatto del giorno

Uccise la compagna dopo un anno è gia libero

Un anno fa, nell’aprile del 2012 Ivan Forte uccide la sua compagna strangolandola e dando fuoco alla loro stanza da letto, per cancellare le tracce. Nella stanza accanto dormiva il loro bimbo di 11 mesi.

Un omicidio feroce, che scuote gli animi e le coscienze, quello che  viene commesso a Rubiera, nel Reggiano. Forte confessa, Forte entra in carcere. Dopo soli 12 mesi però per lui si riaprono le porte della prigione:  “decorrenza dei termini di custodia cautelare”, recita il dispositivo di scarcerazione, e così da tre giorni è libero.  Il motivo è semplcice, in 12 mesi non e’ stata fissata la prima udienza del processo. La procura di Reggio aveva tempestivamente richiesto ili giudizio immediato per Ferro, ma non sarebbe poi stato
disposto dal Gup il giudizio immediato con la fissazione della prima udienza. In concomitanza con la scarcerazione il giudice per le indagini preliminari di Reggio, Antonella Pini Bentivoglio, ha disposto per lui l’obbligo di dimora a
Castrovillari, in Calabria, casa dei familiari.  Ferro ha anche l’obbligo di firma tre volte a settimana davanti alla polizia giudiziaria e non potra’ uscire
dall’abitazione nelle ore notturne.

”Una sola cosa le posso dire: mio figlio non e’ un delinquente”, ha commentato il padre, Nicola Forte, a il ‘Resto del Carlino’ che ha riportato la notizia con la’ Gazzetta di Reggio’.
   ”La scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare e’ automatica”, spiega l’avvocato difensore, Fabio Lombardi del foro di Rimini. Da parte sua, dunque, non e’ stata necessaria alcuna richiesta. Ci ha pensato la giustizia italiana.

 Rabbia e sconcerto tra i familiari della vittima.  Al Resto del Carlino il fratello della donna uccisa, Alessandro Olivieri, ha detto: ”E’ libero anche di venire ad ammazzarci, di portare via suo figlio; tanto, che cosa ha da perdere questo ragazzo? Ha gia’ confessato un omicidio, che cosa gli cambia? Lo Stato ci ha
abbandonati, questa e’ una vergogna”.

l'analisi

Si può definire “giustizia” quella che dispone la scarcerazione di un assassino reo confesso? Possiamo davvero ancora avere fiducia in uno Stato che dimostra, purtroppo quotidianamente, di non essere in grado di difendere i cittadini? Difficile riuscire a comprendere le motivazioni che hanno portato il gup a non fissare la data della prima udienza avendo 12 mesi di tempo. Alla giustizia manca davvero tutto: soldi, mezzi, personale. A volte, persino la giustizia stessa. Restano le parole di rabbia dei parenti della vittima, che tra qualche giorno noi tutti dimenticheremo lasciandoli soli a combattere una battaglia che dovrebbe essere quella di noi tutti

1 commento

  1. Lilli Ascoli Felici - martedì, 7 maggio 2013, 11:25 am

    Dovrebbe Cambiare la Formula che chi “confessa” subito venga Ridotta la Pena…Specie Quando il Delitto è Eclatante e accertato
    Ora per tornare al “Tema” Scottante non sarei più Sicura che Molti non possano infine provare la “Formula” Giustizia fai da Te
    E non si Potrà più dire…Non lo “Sospettavo”

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